omosessualità ed omofobia

interiorizzata

Per me non è importante che qualcuno si dichiari omosessule, gay o lesbica. E’ importante che a domanda risponda la verità  se ha un compagn*. Se nega ha un problema. Stasera ho saputo che invece è importante,  DEVE dichiararsi, è un dovere dirlo perché viviamo in una società eterocentrica dove si da per scontato che la normalità sia etero. Considero questo punto di vista accettabile per l'”orgoglio gay”, anche se, effettivamente, a chi mi dicesse , ciao sono gay, mi verrebbe spontaneo rispondere Ah, ok.chissenefrega , io sono etero. invece se mi confidasse la sua storia sentimentale mi sentirei onorata della sua confidenza e felice con lui/ lei se loro lo sono.

Quindi preferisco che a domanda si risponda in modo pertinente, ad esempio sei sol* ? Ho un compagn* (e sono felice).

Altra cosa che ho imparato stasera, o meglio, preso consapevolezza, che non esiste al mondo omofobo più convinto di un omosessuale che non si accetta. E’ difficile convincerli che li accettiamo, perché in questa accettazione c’è la conferma della loro omosessualità. Questa  situazione si chiama omofobia interiorizzata, una prigione mentale peggiore del peggior carcere duro, di qualsiasi dittatura.

Chi nasconde il proprio amore significa che è un amore da nascondere ( omofobia interiorizzata) e questo atteggiamento fa il gioco della omofobia dilagante.

E sono ancora troppi ad essere così. C’è tanto da lavorare per raggiungere la parità

(immagine presa dal web dal sito dell’istituto A.T.Beck, terapia psicologica comportamentale. )

Furori estivi

Quando ci va.. ci vuole … una montagna di sacchi da buttare, indumenti e scarpe, carta, fogli e fogliacci, plastica indifferenziata, il sacco per mercatopoli, i cassetti aperti e rovistati, le ante dell’armadio spalancate, ecco come si presenta casa mia fra le 9 del mattino e le 19 di sera. uniche interruzioni pranzo e cena. Non sto traslocando, sto buttando e riordinando per recuperare.. recuperare di tutto e di più: spazio, oggetti dimenticati e il valore che do oggi alle situazioni trascorse e mai dimenticate. Recuperare aria, ossigeno ai mobili, posto per cose nuove ed antiche. Buttare, buttare, buttare e recuperare.. intanto pensare ..

Pensare a chi  credevi saggio , invece era opportunista, a chi credevi sincero invece era ipocrita, a chi credevi adulto e responsabile invece era un pavido.  A chi credevi un santo invece era solo un bigotto. E pensi a chi torna, anche se non capisci perché, comprendi che c’è stata rivoluzione, che ha buttato tanto e riordinato di più. E respiri aria nuova. Insieme. Senza bisogno di domande che non hanno risposte. Vivi e basta.

Intanto hai comprato un libro visto per caso in una sosta in autostrada ” il magico potere del riordino” di Marie Kombo. E leggendo capisci che dice tutto senza dire nulla , il contrario di tutto, ma una cosa è vera perché la sai da sempre : buttando rinnovi, fai spazio a pensieri nuovi e creativi. Contatti pensieri e fatti , persone e situazioni e impari cose, intanto respiri. Impari e cresci capisci. Conservo solo ciò che mi emoziona ancora.

 I sacri furori degli anni dispari sono  intensi e saggi. Resta uguale il mal di schiena e la stanchezza. Ma non finisce così, perché quando questa maratona sarà terminata , io me ne vado, finalmente libera e leggera.

Cercando… cercando

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Cercavo un po’ di fresco in casa, la stanza più fresca resta il soggiorno, menomale. leggo un poco, poi vorrei guardare la tv.. il telecomando.. dov’è? Rimpiango un attimo i tempi in cui l’attrezzo non esisteva e ci si alzava per cambiare canale, regolare l’audio , spengere la tv: i pulsanti erano visibili e consueti. Ora c’è il telecomando croce o delizia? Quando lo hai a portata di mano è delizia, quando non lo trovi dove dovrebbe essere, è na’ pallaaa ..ufffff. Cosa normale non trovarlo da quando ci sono dei bambini che  si aggirano per casa. Ho imparato ( o almeno credevo di aver imparato) i nascondigli: dietro i cuscini, dietro lo schienale, sotto il divano, in mezzo ai libri. Ma stavolta NO! Niente.. nessun indizio…Non resta che cercare, tanto il soggiorno è la stanza più fresca :(

Sento dentro la testa la filastrocca della bisnonna “ ucci ucci sento odor di cristianucci, o ce n’è o ce n’è stato o ce n’è del rimpiattato”.. Tranquilla.. la casa nasconde ma non ruba.. ok ok nasconde,  ma dove? dopo un quarto d’ora avrei fagocitato i nipoti e non solo. Non restava che smontare il divano, sedute e schienali, l’ho ribaltato, spostato il tappeto, rovesciato lo scatolone dei giocattoli, erano le 14 di ieri..faceva caldo, ho movimentato i libri della libreria. Sono passata in camera, ho alzato il materasso, in bagno fra la biancheria sporca, ho rovesciato i cassetti…il telecomando era sparito.

Rassegnata e piuttosto incazzata giuro vendetta, a chi? a un bimbetto di due anni ?…lasciamo perdere, farsi una doccia per stemperare la calura è sempre la soluzione migliore.

Verso le 17 arrivano i nipoti con i genitori. Il piccolo corre ai suoi giochi. La bambina dice che già da venerdì non usava più il telecomando perché non c’era, lei sa usare benissimo i pulsantini nascosti per cambiare canale. Decidiamo di guardare il dvd di Miyazaky, Porco Rosso. Ci sono gli aerei, c’è l’aereo …un grande aereo fa parte dei giochi del piccolo nipote…. mentre noi guardiamo lui fa volare il suo, lo guarda, lo confronta con quello di Porco Rosso, apre la stiva e… ” Nonna, ahahha guadda, Tecomando !”

AAAAAHHHHH  sì, il TELECOMANDO DEL MIO TELEVISORE ENTRA PERFETTAMENTE NELLA STIVA DELL’AEREO DI MIO NIPOTE!!!!

Avrei potuto cercarlo per mesi e smontare la casa, ma non avrei mai cercato nella stiva dell’aereo giocattolo…

” ma… Bryan, chi lo ha messo lì dentro?” “Io, nonna”.

Tiè…Merito di Porco Rosso.2015-07-13 07.54.55

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