50 anni secretato

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Rendere segreto uno studio ed un lavoro magnifico per 50 anni… a me sembra un disastro. Un delitto.

Bellissimo film THE IMITATION GAME. regia di Morten Tyldum.

Film di matematica crittografia spionaggio e tanto altro che umanamente fa inorridire … Un film che mi ha emozionato e che spero di tornare a vedere.

Questo sì, moltissimo.

immBellissimo, mi ha fatto bene vedere e ascoltare. Appena esce il dvd lo acquisto e lo propongo agli alunni più grandi. Riporto parole non mie, ma esprimono compiutamente quello che penso.

“Magnificamente ispirato dalla potenza lirica della fotografia di Sebastião Salgado, Il sale della terra è un documentario monumentale, che traccia l’itinerario artistico e umano del fotografo brasiliano. Co-diretto da Wim Wenders e Juliano Ribeiro Salgado, figlio dell’artista, Il sale della terra è un’esperienza estetica esemplare e potente, un’opera sullo splendore del mondo e sull’irragionevolezza umana che rischia di spegnerlo. Alternando la storia personale di Salgado con le riflessioni sul suo mestiere di fotografo, il documentario……è una preghiera …..”

tratto da http://www.mymovies.it/film/2014/thesaltoftheearth/

A me non è piaciuto

Parlo del film di Clint Eastwood. American Sniper.

Probabilmente non sono ancora pronta a guardare quasi indifferente le persone che sparano ad altre persone. Sparare da cecchino vuol dire intenzionalmente, a freddo, prendo la mira e sparo. Non sono pronta a vedere una madre che mette in mano al figlio una bomba e lo manda al macello. Tanto meno a vedere trapanare le gambe di un essere umano vivo.

Guardare quel film è stato pesante. Non sono riuscita a valutare la regia tanto era il disagio. Nemmeno la storia mi  esalta , anzi. Vai come volontario ad ammazzare, diventi un eroe perché ne hai ammazzati tanti. Fanculo vai…

american

 

Dove è finito Charlie ?

Sssh il silenzio è voluto dai servizi segreti che stanno indagando sui mandanti…. ( :D) ? Oppure le famiglie in lutto hanno detto basta al clamore e noi rispettosamente stiamo in silenzio? Oppure il genere umano, la specie umana… quella evoluta, ha già gridato il suo sdegno ed ora riposa appagata? Certo, che bisogna fare ancora? Abbiamo detto tutto e di più e abbiamo detto tutti, perchè nessuno si è sentito di stare zitto. L’ORRORE va urlato. Giusto, è vero. Abbiamo fatto bene, ma ora silenzio? Di già? Purtroppo l’ ORRORE continua nell’ISIL, nelle teste tagliate, nelle ingiustizie sociali perpetrate in quei paesi dove grazie alla miseria e alla iniquità, la mentalità del terrorismo travestita da religione ha trovato terreno fertile. Continua nella strage al mercato di Mariupol in Ucraina….. La specie umana mi fa orrore, siamo una macchina che produce morte. La nostra storia è fatta di guerra, di sopraffazione, di morti. E di silenzio dopo l’euforia. Queste che riporto sono riflessioni di altre persone, ma condivise da me. Anche contrastanti. Io sostengo che il limite alla libertà esiste. Troviamolo pure dove vogliamo, ma esiste nei fatti…Vorrei che a Parigi si potesse manifestare per la libertà della Palestina, che le donne musulmane potessero passeggiare con il jilbab, che fossero pubblicate da charlie anche le vignette antisemite, satiriche ovviamente. Poi le campane di Notre Dame siano pure suonate da chiunque, ma con la fune come si faceva cent’anni fa. Qui di seguito una piccolissima raccolta di pensieri che hanno fatto breccia nel mio cervellino. http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/01/14/charlie-hebdo-sentiremo-i-ve-cercata/1337565/ ( si sciupa sul finale? Questo delira…) “Da una settimana, Charlie, giornale ateo, fa più miracoli di tutti i santi e i profeti messi insieme. Ciò di cui siamo più orgogliosi è che fra le mani avete il giornale che abbiamo sempre fatto, in compagnia di quelli che l’hanno sempre fatto. Ciò che ci ha fatto più ridere è che le campane di Notre-Dame hanno suonato in nostro onore… “ “Per fortuna esistono strumenti per tentare di risolvere questi gravi problemi, ma restano inefficaci se ne manca uno: la laicità. Non la laicità positiva, non la laicità inclusiva, non la laicità-non-so-che, ma la laicità punto e basta. Questa sola, sostenendo l’universalismo dei diritti, permette l’esercizio della legalità, della libertà, della fratellanza, della sorellanza. Questa sola permette la piena libertà di coscienza, negata – più o meno apertamente, secondo il loro posizionamento di marketing – da tutte le religioni dal momento in cui escono dalla sfera più stretta dell’intimità per scendere sul terreno della politica. È un’ironia, ma questa laicità punto e basta è la sola che consenta ai credenti e agli altri di vivere in pace. Tutti coloro che pretendono di difendere i musulmani accettando il discorso totalitario religioso in realtà difendono i loro stessi carnefici. Le prime vittime del fascismo islamico sono i musulmani. I milioni di persone anonime, tutte le istituzioni, tutti i capi di Stato e di governo, tutte le personalità politiche, intellettuali e mediatiche, tutti i dignitari religiosi che questa settimana hanno proclamato: “Io sono Charlie”, devono sapere che ciò significa anche: “Io sono la laicità”. Siamo convinti che per la maggioranza di chi ci appoggia sia un fatto acquisito. E gli altri si arrangiassero” https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2015/01/15/parigi-il-fondatore-di-charlie-si-dissocia-e-colpa-di-charb_a1def06c-78aa-470d-ae24-1b3520840d34.html “Ce l’ho veramente con te, Charb”: sei parole e l’ex vignettista di Charlie Hebdo, Delfeil de Ton, apre la prima, importante, crepa nel fronte della provocazione ad ogni costo che fa parte del bagaglio del settimanale satirico preso di mira dagli integralisti islamici. Delfeil de Ton, 80 anni, uno dei fondatori del giornale, dal 1975 a Le Nouvel Observateur, spiega sul suo settimanale tutto il disaccordo con la linea attuale del giornale, chiedendosi: “Che bisogno c’era di questa escalation a tutti i costi?”.   http://www.ilpost.it/lucasofri/2015/01/12/charlie-spiegato-bene/ “Io sono Charlie” vuole dire che “io sono perché Charlie sia sempre libero di pubblicare quello che ritiene”. non vuole dire “io sono sempre d’accordo con quello che Charlie pubblica   http://www.panorama.it/news/urbi-et-orbi/papa-francesco-charlie-hebdo-chi-insulta-fede-aspetti-pugno/ “Credo che la libertà religiosa e la libertà di espressione siano entrambe diritti umani fondamentali. Ognuno ha diritto di praticare la propria religione senza offendere. Non si può fare la guerra, uccidere in nome della propria religione, cioè in nome di Dio. Questa è un’aberrazione. D’altra parte ognuno non solo ha la libertà e il diritto, ma anche l’obbligo di dire quello che pensa per aiutare il bene comune. Ma senza offendere….” http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/01/12/charlie-hebdo-e-la-liberta-di-satira-i-servi-furbi/1332144/ Cantava Lucio Dalla: “È chiaro: il pensiero dà fastidio, anche se chi pensa è muto come un pesce, anzi è un pesce, e come pesce è difficile da bloccare, perché lo protegge il mare, com’è profondo il mare. Certo, chi comanda non è disposto a fare distinzioni poetiche: il pensiero, come l’oceano, non lo puoi bloccare, non lo puoi recintare…”. A me, personalmente, non verrebbe mai in mente di pensare o di scrivere che “il Corano è merda”, come dice una delle vignette incriminate di Charlie Hebdo. Perciò, se ci arrivasse una vignetta così gratuita sul Corano, sul Vangelo, sul Talmud o sul libro sacro o sul simbolo di qualsiasi altra religione, anche noi che ospitiamo più satira di tutti gli altri ci penseremmo un bel po’ prima di pubblicarla. In nome di un limite che è chiaro e dichiarato: la sensibilità dei lettori, fossero anche soltanto uno o due quelli che potrebbero offendersi. Un quotidiano libero di informazione non è la buca delle lettere né Hyde Park Corner, ma un servizio ai propri lettori…” Se avete avuto la pazienza di leggere siete dei fenomeni. Sappiate che ne ho perso uno che cercava di esporre i motivi economici e geografici… Kore.

36 giorni

Sono stati 36 giorni. Domani saranno 37. Domani, molto probabilmente, tornerà a casa. Lui . Mio figlio. Quello tremendo. Quello che per solidarietà con un amico fraterno è stato sparato. Oppure, come si dice in italiano corretto, gli hanno sparato. Il 24 novembre. Lui ha preso a cazzotti un tizio. Quel tizio. Quello è entrato in ufficio, ha aperto il cassetto, ha preso la pistola, gli è corso dietro e gli ha sparato alle spalle. Due colpi. Due colpi che hanno attraversato l’addome in diagonale prendendo un polmone, una vertebra di striscio, una parte del fegato, sfregiato il pancreas, esploso una parte dell’intestino. Così si espresse il chirurgo che la prima notte lo ha operato. Colui che per primo ha contribuito a salvarlo. Quattro giorni di coma farmacologico. Un secondo intervento, il risveglio. La diagnosi dello stress da shock traumatico. Quindici giorni di insonnia, di incubi , di notti in bianco, di carezze sulla testa perché lui ce le chiedeva, così’ era sicuro che eravamo vicini a lui. Il terzo intervento. Dove gli hanno tolto la milza. Dove gli hanno tolto due terzi del pancreas. Lui che dice che lo ha salvato DIO.  Che lo ha portato in quell’ospedale con quei medici, con quei chirurghi che lo abbracciano, lo chiamano per nome e si chiedono com’è che ce l’ha fatta. Gli hanno dato una stanza singola dove lui può ricevere a qualsiasi ora i suoi figli , i suoi amici, i suoi cari. Dove può usare la wifi e comunicare. Dove può giocare alla playstation e dormire quando ha sonno. Dove ha reimparato ad alzarsi in piedi e camminare pian piano. LUI. Domani torna a casa. Vivo. Pronto per un nuovo percorso di vita. Auguri e buona Vita. Io che dico? Non si finisce mai di partorire.

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