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La sera e la mattina sono momenti delicati per fare discorsi seri, quindi è necessario astenersi da battutine sarcastiche e osservazioni troppo acute che poi impedirebbero il rilassamento del sonno o al contrario un sereno ed organizzato mettersi in moto per affrontare la giornata.

Purtroppo, invece, avvengono spesso queste situazioni di parole in più, nei momenti sbagliati.

Stamattina arriva un messaggino con riferito un dialogo di sogni e fantasie. Non l’ho capito subito, l’ho letto e riletto, ma invece di comprendere il contesto che stavo leggendo, la memoria è andata ad un passato remoto, quando da adolescente ho visto il film Romeo e Giulietta di Zeffirelli. Con mia madre (!!) Mi rimase impresso il discorso di Mercuzio.

Romeo : “taci, taci Mercuzio, taci! Tu parli di niente.

Mercuzio: “E’ vero, io parlo di sogni, che sono figli di un cervello ozioso, generati da nient’altro che una vana fantasia, la quale è di una sostanza sottile come l’aria, più incostante del vento…”

Jung perdonerà se Shakespeare considera i sogni come nebbia e fantasia. Il grande William è famoso per ben altri capolavori.

A me rimase impresso che i sogni sono niente, figli di un cervello ozioso, e nella mia testa non mi riferivo ai sogni notturni, ma alle aspirazioni, ai desideri, alle mete dell’esistenza… che tristezza! Altro che poesia!

Ancora nel passato remoto della mia vita c’è un quadretto con una casa in collina e l’immancabile gatto sul tetto che guarda le stelle.

“SOLO CHI SOGNA FA COSE CONCRETE,

 GLI ALTRI AL MASSIMO POSSONO FARE CARRIERA”

Qui già meglio, è una frase motivazionale, con una grande sfida a mettersi in gioco.

Nel presente ho imburrato il mio pane e marmellata e ho tentato di connettere al meglio i pochi neuroni attivi. Il caffellatte è una potente sveglia, ma impiega alcuni minuti a fare effetto.

I neuroni hanno connesso ad un ritornello in voga tantissimi anni fa (invecchio e recupero il passato remoto) “Aveva una casetta piccolina in Canada con vasche , pesciolini e tanti fiori di lillà…”, la cantava mia suocera ai miei figli bambini.

Atterrando al presente, quali sono ora le mie aspirazioni e le mie fantasie? Ne ho ancora diritto? Ovvero me le posso permettere? Il “qui ed ora” esiste? Perché il tempo vola, basta uno sguardo avanti ed è già dopo.

Tutto è sempre incerto nonostante le aspirazioni, ad ogni età, e più si cresce nel tempo più siamo consapevoli e disillusi, capaci di narrare il passato e le sfide, la carriera, le fantasie e le guarigioni. Spesso,(sempre),  siamo capaci di profonda ingratitudine, o almeno incapaci di mostrare gratitudine che ci siamo, nel qui ed ora, siamo come siamo, acciaccati, ma talmente… pieni e vivi e consapevoli che i frutti più gustosi si colgono direttamente dall’albero, non si aspettano sul vassoio. Ricordiamocelo e con gratitudine. Sì,oggi rivolgo all’Universo la gratitudine per esserci. Nonostante tutto.

Namastè.