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LA STRADA NEL BOSCO

Sono le 5 del pomeriggio: che noia!!

Fa caldo, c’è afa. Piove o non piove? Nuvole dense grigie quasi nere, tonde e pesanti come la pancia di un’asina incita rendono greve il cielo e l’aria. Il vociare astioso dei vicini di casa infastidisce moltissimo Anna, che è sempre più convinta che un bel temporale farebbe bene agli orti circostanti e ai nervi di tante persone, rifrescando le idee. Poveretti coloro che sopportano convivenze nevrotiche.

Anna esce, è senza ombrello. Volutamente. Pensa che sarebbe divertente bagnarsi di pioggia e pesticciare nelle pozze fangose. Nessuno la brontola se si bagna o se si sporca di fango e non deve dare il “buon esempio” a nessuno.

Per la strada cammina veloce, vuole entrare in quel sentiero a destra che ha visto tante volte e che si inoltra nel bosco, all’inizio è asfaltato, poi sembra di no.  Non è contrassegnato nella carta dei sentieri e non ci sono cartelli che ne indichino il nome. A lei piace perché va verso il bosco e sembra che si inoltri proprio dentro il bosco.   

Se piove?  Pace! È acqua, non è fuoco. Se tuona? Non ha paura dei tuoni. Se lampeggia? Si stenderà nel fango… Si fa tardi…ma è estate!!  EBBASTA con queste voci interiori che limitano e mettono paura! È una donna libera…

Cammina in salita e sta bene, i passi snocciolano pensieri e le voci tacciono. Ecco la stradina a destra. Finalmente saprà come si snoda il sentiero terroso che appare scuro, come il cielo. Il vento si fa sentire nel fruscìo delle foglie verdi e assetate, porta con sé l’odore dell’umidità e della pioggia.  Un cane in corsa le passa vicino e lei sobbalza di lato: lui si infila fra i cespugli del bosco e continua la sua corsa, probabilmente insegue il fischio del suo padrone.

Anna cammina fra sassi, ciottoli e terra, ai margini crescono lecci, roveri e castagni, cespugli non meglio identificati. Il vento fa ondeggiare i rami.

Ad un tratto il bosco finisce, si apre una radura dove da poco l’erba è stata tagliata e si vedono ancora i solchi lasciati dal trattore. C’è un cortile… una casa… disabitata? Intorno non c’è anima viva e si può fantasticare. La luce del tardo pomeriggio estivo è quella che è, nuvoloni permettendo, che rendono ancora più suggestiva quella visione. Il casale sembra grande per essere un fienile. C’è un cortile con gli archi dove Anna si rifugia per ripararsi dai primi goccioloni di pioggia che si fanno insistenti e sfociano in un temporale con tuoni e lampi. Proprio quel lampeggiare rivela il paesaggio che circonda quel luogo: un panorama mozzafiato fatto di colline coltivate e di boschi, con qualche casolare isolato, una distesa accogliente di pace e libertà, che apre la mente e libera il cuore …Che albe e che tramonti si potrebbero godere da lì!

Anna si guarda intorno incantata, e pensa che  non desidera il possesso di quel luogo perché sa che i sogni e le visioni sono belli e suggestive finché restano tali: sogni, immaginazione.

Il temporale estivo finisce presto. Anna riprende la strada per tornare indietro con la mente rinfrescata e il cuore leggero. Quello stradello senza nome resterà per sempre come “la strada della casa dei sogni”.