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Descrizioni (possibilmente oggettive)

Dovunque voi siate annotate tutto ciò che i vostri occhi vedono.

Domenica 24 ottobre ore 14,30

Sono seduta in balcone sulla sedia di plastica bianca ( mi godo i tiepidi  raggi di sole di questo splendido autunno). Da qui mi guardo intorno, vedo l’ampio cortile condominiale metà con le mattonelle rosse e l’altra parte erbosa. C’è silenzio, (la magia del dopo pranzo domenicale). Alla mia sinistra vedo i 4 aceri (ventennali). Più lontano verso destra c’è un pino mediterraneo.

Il pino fa bella mostra della sua chioma sempreverde, in alto si vedono gli aghi più giovani di colore verde più chiaro a significare nuovi germogli e buona salute: si è ambientato nonostante la posizione totalmente assolata in estate. Alla base del tronco qualcuno ha accumulato gli aghi marroni e secchi. Vicino alla base una pianta di rosmarino se lo gode in ottima salute ( nonostante le soste canine ).

Il mio sguardo torna agli aceri che stanno cambiando colore alle foglie. Sono 4 ed ognuno di loro muta diversamente. Il più lontano a sinistra nella parte rivolta verso gli appartamenti ha alcuni rami con le foglie gialle, altri con foglie rossastre, altri rami con le foglie già marroni, il resto della chioma ha le foglie verdi. Gli altri aceri, (di cui uno è proprio di fronte al mio balcone), hanno le foglie verdi con il margine marrone. Folate di venticello talvolta più energico le agitano e tutti rispondono frusciando con sinfonie diverse.

Intorno, a corona degli alberi, le terrazze dei vicini, con le bianche ringhiere, le tende da sole (rigorosamente uguali come da volontà condominiale) le cui mantovane svolazzano guidate dal vento. Qualche affaccio fugace del vicino. Molte delle terrazze che vedo sfoggiano vasi con le piante, piante grasse spinose, altre crassulacee e da fiore, vedo anche l’ultima fioritura delle surfinie.

Abbasso lo sguardo e vedo ai miei piedi la mia pianta di asparagina, più che 15enne, (mi piacciono gli anziani, le loro storie di vita spesse scritte in volto o nei rami). Alla mia sinistra sta crescendo a sorpresa e dismisura la pianta dell’incenso, è ricadente, con piccole foglioline bianche e verdi, e numerose infiorescenze bianche che cadono spesso sul pavimento perché hanno vita breve.

Alla destra il tavolino su cui ho appoggiato l’astuccio con le penne, il blocco è sulle ginocchia. Sempre a destra più lontano lo stendino e la lavatrice che gira e lava, lava e gira con i suoi sorprendenti 8 anni di egregio servizio.

In casa sicuramente l’acqua per il mio the sta bollendo da qualche minuto.

Vi saluto e mi ritiro! Alla prossima.

Intanto cerco di capire come aggiungere le immagini