Ad perpetuam rei memoriam.
Come uno scoglio

Narrabondo

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A poche centinaia di metri dalla punta Campanella, in un luogo fiabesco -di cui ho già scritto qui: l’Arcipelago de Li Galli – abitato solo dalle sirene che quasi riuscirono a vincere Ulisse e il suo equipaggio c’è un piccolo isolotto, praticamente uno scoglio, che se ne sta in disparte e si limita ad osservare immobile il via vai di avventori che esplorano la bellezza assoluta della costiera amalfitana e si fermano a Nerano. Quell’isolotto, noto come scoglio Isca, è famoso per essere stato acquistato nell’immediato dopoguerra da Eduardo De Filippo e per essere stato il buen retiro in cui quest’ultimo si rifugiava per scrivere alcuni dei suoi capolavori. L’isola, ovviamente, è stata poi ereditata dal figlio Luca che, con nostalgia, continuava a viverla quando voleva riposarsi dalle tournee teatrali. A chi gli domandava cosa fosse per lui Isca rispondeva dicendo che  “è soprattutto casa. L’ unica che io ricordi…

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