Stephens deliria…ma non tanto… Staremo a vedere. Purtroppo.

WASHINGTON – La morte dell’Europa, dell’Unione europea, e’ in vista, scrive l’editorialista Breth Stephens sul “Wall Street Journal”. Si tratta di una prospettiva “visibile e in rapido avvicinamento, alla stregua di un pianeta inquadrato dall’obiettivo di un satellite che vi si avvicina“.

“A rappresentare appieno la crisi dell’Europa della Ue di natura soprattutto culturale e identitaria, è secondo Stephens, la recente visita della cancelliera tedesca Angela Merkel in Turchia, dove per conto dell’Ue si e’ piegata a qualunque compromesso di principio pur di elemosinare un arresto dei flussi migratori”…..

Purtroppo, l’Europa ha scelto, secondo Stephens, di trasformare la propria identita’ in unanientita’“. Ed e’ questo, secondo l’opinionista, che rende “cosi’ stramba e disarmante la politica estera di Angela Merkel. La Cancelliera e’ leader di un partito che si e’ dato il nome di ‘Unione cristiano-democratica‘”, eppure “domenica era a Istanbul ad offrire un accordo che accelererebbe l’ingresso in Europa della Turchia“. Si tratta “di una ‘machtpolitikal contrario“, che vede la Merkel e per suo tramite l’intera Ueelemosinare favori di poco conto da potenze di second’ordine su questioni contingenti in cambio di vaste concessioni dalle implicazioni vaste e ramificate“. I turchi, ricorda Stephens, “sono 75 milioni, e il loro pil pro-capite e’ inferiore a quello di Panama“. Il loro leader “e’ un presidente eletto dal piglio autoritario che sostiene apertamente Hamas, nega il genocidio degli Armeni, incarcera i giornalisti e orchestra processi in stile sovietico contro i suoi oppositori politici“. La Turchia, inoltre, “confina con Siria, Iraq e Iran. Questi diventerebbero i confini dell’Europa, se la Turchia ne divenisse un paese membro. Le tradizioni politiche liberali, il retaggio religioso e culturale dell’Europa, potrebbero sopravvivere a lungo al massiccio afflusso di migranti dal mondo islamico, nell’ordine di decine di milioni di individui?” per Stephens, la risposta e’ ovvia: “No, e non certo date le premesse della infelice convivenza dell’Europa con la sua popolazione musulmana, e certo non sulle premesse di una politica migratoria basata sul solo criterio dell’auto-compiacimento morale e umanitaristico“.

Annunci