Oggi è successa una cosa non banale per me.

Mio zio 80enne ha riparato un’avvolgibile della mia casa.

Suo figlio, mio cugino, di 63 anni, ha riparato cinque termosifoni di casa mia che “piangevano”, ha cambiato il piano cottura dato che quelo vecchio non funzionava a dovere. Giovedì torneranno per riparare la cappa aspirante e, forse, con un po’ di fortuna,anche la serranda basculante del mio garage …. Li assistevo e davo una mano, come potevo, quando richiesto.

Li guardavo e son tornata indietro con la memoria,a quando lo zio e mio padre, in tandem, facevano le riparazioni in casa..Ho imparato molte cose osservandoli, devo molto a loro per la mia manualità che, tradotta in termini quotidiani, fa parte della mia indipendenza.

Li guardavo e mi son commossa: due persone che fanno indiscutibilmente parte delle mie radici erano lì con me, soprattutto PER me,  e mi davano una mano, generosamente, umilmente e con tanto( ma tanto) affetto. Torneranno ancora..

Lo zio, andando via,mi ha detto:”quando hai bisogno chiamami..! ”

grazie Zio, grazie R.

Grazie di cuore, ancora una volta in pochi giorni mi son sentita una piccola parte di TANTO, non un “oggetto smarrito” che nessuno cerca più.

Ora ci vorrebbe una bella foto, una di quelle che scatta mio fratello, ma invece non ce l’ho, la metto se trovo.. chissà..

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